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Fotografie del Gargano

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Il Gargano è molto più di un promontorio: è un mondo a sé, una “isola biologica” sospesa tra mare e montagna, dove la natura, la storia e la spiritualità hanno modellato un territorio unico nel Mediterraneo. Le sue origini affondano in antichi sollevamenti geologici, e ancora oggi il paesaggio porta i segni di questa lunga storia: doline, inghiottitoi, grotte marine, archi di roccia e campi solcati raccontano la forza del carsismo che, per millenni, ha scolpito la pietra bianca del calcare garganico.

Il mare abbraccia il promontorio su tre lati, creando scenari che cambiano continuamente: dalle falesie bianche di Mattinata alle baie segrete di Vieste, dalle grotte che si aprono come cattedrali naturali alle acque trasparenti che riflettono pini, ulivi e macchia mediterranea. Qui la costa non è solo un confine, ma un racconto: quello delle leggende di Ulisse, dei ciclopi, delle sirene, dei pescatori e dei viaggiatori che per secoli hanno trovato rifugio o ispirazione tra questi antri selvaggi.

All’interno, il Gargano sorprende con un volto completamente diverso: la Foresta Umbra, un santuario verde dove faggi, aceri, carpini e tigli creano una penombra quasi sacra. Una luce diffusa, morbida, che ricorda quella delle antiche chiese e che ha suggestionato viaggiatori, scrittori e pellegrini di ogni epoca. È un luogo dove la natura sembra respirare lentamente, custodendo silenzi e memorie antiche.

Il promontorio è anche terra di spiritualità profonda. Monte Sant’Angelo, con il suo santuario scavato nella roccia, richiama da secoli fedeli e pellegrini, dai Longobardi ai crociati. San Giovanni Rotondo conserva invece il ricordo vivo di San Pio da Pietrelcina, e ogni anno migliaia di persone percorrono le sue strade per ritrovare un legame con la sua presenza e il suo insegnamento.

E poi ci sono i borghi, sospesi tra mare e cielo: Peschici, Vieste, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo. Ognuno con la sua storia, le sue tradizioni, le sue feste, i suoi profumi. E c’è Manfredonia, porta del Gargano, città fondata da Manfredi di Svevia, custode del castello svevo-angioino e delle stele sipontine, testimonianze preziose di un passato che continua a vivere nel presente.

Raccontare il Gargano attraverso le immagini significa attraversare un mosaico di paesaggi, culture e atmosfere: il mare limpido, le foreste ombrose, i santuari millenari, le processioni, le feste popolari, i panorami che cambiano con le stagioni. Ogni fotografia diventa così una finestra su un territorio che non smette mai di sorprendere, un invito a scoprire — o riscoprire — la bellezza autentica di questa terra straordinaria.

Luoghi

Foresta Umbra
"...una foresta unica, una creazione stupefacente, con le pennellate del cielo azzurrissimo che contempla un panorama di faggi, aceri, carpini, cerri, querce, tigli, lecci, pini. Nel cuore di essa s'irradia una luce misteriosa e diffusa, che ha la suggestione di una penombra astrale di chiesa, di magici suoni d'organo, ma è allo stesso tempo ben diversa dall'arcana luce delle foreste del nord popolate di gnomi e di elfi. Qui vaga ancora, forse, il fantasma di Federico II...".

Monte Sant'Angelo
"...Monte Sant'Angelo, il famoso santuario che attirava folle di fedeli, tanto che persino San Francesco volle venirvi a pregare. L'Arcangelo vi era apparso nel 490, in una grotta; e la dov'egli aveva posato il piede, i Longobardi edificarono un santuario. Qui venivano i crociati a far consacrare le loro armi prima di imbarcarsi per la Terrasanta...".

San Giovanni Rotondo
"...a San Giovanni Rotondo avverti il ricordo vivo di San Pio da Pietrelcina: si rivivono i momenti del suo insegnamento e l'influenza profonda che il frate esercitava sulla vita della gente e che è testimoniata a tutt'oggi dall'incessante pellegrinaggio alla sua Casa di Sollievo della Sofferenza...".

Manfredonia
"...la città fondata da Manfredi di Svevia, il re 'biondo, bello e di gentile aspetto', conserva tuttora non poche testimonianze del suo passato (Siponto). Ma l'attenzione è attratta dal castello svevo-angioino, sede del Museo Archeologico Nazionale, ove si conservano le famose stele funerarie sipontine...".

Mattinata
"...la visione più straordinaria si apre tra Mattinata e Vieste ... un paesaggio pittoresco, un mare limpidissimo e trasparente, il mistero di antri selvaggi e verdazzurri che evocano le leggende delle Sirene, dei Ciclopi e di Ulisse. E' un mare dietro le cui rocce ti sembra di veder approdare mitiche figure di Ulissidi lanciati in qualche arcana avventura. Un popolo di poetici fantasmi si aggira a ridosso di quegli scogli, intenti a compiere i gesti di una perenne quotidianità: a scheggiare le selci, a raccogliere i crostacei per cibarsene, a ripetere con studiata lentezza movenze dell'eternità immemorabile...".

Vieste
"... qui è rappresentata tutta la Puglia: la costa, con i pini che quasi bagnano le loro chiome nell'acqua limpidissima, i lidi e le scogliere che lasciano il posto a calette e insenature di sabbia; ulivi antichi e mandorli e vigneti e tutte le varietà e i profumi della gran macchia mediterranea. E anche qui le emozioni dello spirito, con le basiliche e le piccole chiese rupestri, con l'incanto che ti coglie di fronte a un Mediterraneo così dorato e generoso che ha lo squillo di una preghiera al creato. E si susseguono paesaggi di suggestione infinita...".